Gesuita, professore del Collegio di Reggio. Fra il 1817 e il 1822 fece
parte della Regia Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Modena. Scrisse
numerosi sonetti, odi, tragedie. Fu uno degli avversari preferiti da Dal
Rio che lo cita nella "Guerra degli scacchi" definendolo "sagacissimo giocatore".
Del Rio gli attribuisce un finale di partita di pedoni in cui chi ha il
tratto vince.