Di professione maestro elementare. Appassionato scacchista insegnò di anno in anno gli scacchi ai bambini nelle scuole e tra la gente nelle piazze, i giardini, le feste dell'Unità, della parrocchia, le carceri, gli ospizi.
Stava lavorando con la UISP, il Provveditorato agli studi e il Comune di Roma a un progetto che coinvolgeva le scuole di Roma: "Scacchi: gioco per crescere".
"Domenica 22 a Ostia sarebbe stato con noi a Bicincittà con le sue inseparabili scacchiere. Così come il piufferaio con il flauto, lui tirava fuori le sue numerose scacchiere fatte di cartone e amore. E la gente e i bambini si fermavano con il maestro
per giocare" (Carmelina Melone)
"Qualche anno fa ci trovavamo a San Vincenzo per portare gli scacchi tra la gente. Tra i tanti curiosi c'era un bimbo che proprio non ne voleva sapere di giocare con noi se non con le sue regole. Allora Mario si piegò su se stesso fino a sembrare un nano:
il bimbo ne fu talmente divertito che alla fine cominciò a giocare con questo buffo maestro (...) Tra le sue esperienze predilette c'era quella del carcere minorile Casal del Marmo, a contatto con bambini disadattati e quanto mai bisognosi di amicizie
sincere. A Mario piaceva raccontare di quando, per farsi accettare da questi ragazzi, si mise a giocare con loro a battimuro, ovviamente usando gli scacchi al posto delle pietre. E loro, i ragazzi cui nessuno pensa mai, si affezionarono immediatamente al
Maestro che sapeva capirli".
Morì a Roma il 15 maggio 1994, investito da un auto mentre andava in bicicletta con la moglie.